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Nuovo ‘prezziario regionale’ per l’edilizia

Oltre 24 mila voci che costituiscono il punto di riferimento per gli importi delle gare di appalto. Un adeguamento reso necessario dall’impennata dei costi di materie prime e materiali da costruzione e atteso anche per chiudere i cantieri della ricostruzione.

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Garantire la regolare prosecuzione dei lavori pubblici già programmati, anche in quei casi in cui non ci siano margini e accantonamenti in grado di compensare l’aumento degli importi a base di gara. Ancora, assicurare alle imprese la copertura effettiva delle maggiori spese che si trovano a sostenere, a causa dell’impennata dei costi dei materiali da costruzione, evitando qualsiasi rischio di speculazione e fornendo un riferimento più stabile anche per i cittadini che devono poter avere condizioni certe e interlocutori affidabili.

Sono gli obiettivi che portano al nuovo elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche e di difesa del suolo. Costituito da oltre 24 mila voci – dai materiali per l’edilizia, agli impianti e alla strumentazione tecnica, al costo della manodopera per i diversi tipi di lavorazione – costituisce il punto di riferimento per gli importi da porre a base di gara da parte delle stazioni appaltanti e per le spese rendicontabili per ottenere il superbonus 110% da parte dei cittadini.

Approvato dalla Giunta regionale di concerto con il Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche Lombardia-Emilia-Romagna, il nuovo “prezziario regionale” è l’esito di un approfondito confronto con la Consulta edile regionale. Nella seduta del 7 aprile scorso gli imprenditori, i professionisti e i sindacati del settore hanno espresso il proprio apprezzamento per il lavoro compiuto nell’ambito del tavolo di concertazione con la Regione, tavolo che – è stato concordato – continuerà a lavorare per assicurare una costante attività di monitoraggio dei prezzi in un mercato caratterizzato da un forte aumento dei costi delle materie prime.

Le novità principali
L’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione è frutto di molteplici, concomitanti fattori. Da un lato la ripresa del mercato cinese e orientale, dall’altro lo sblocco dei cantieri del superbonus 110%. A ciò si è aggiunta la crescita dei costi energetici, ancora più marcata dopo l’avvio della guerra in Ucraina. Oltre al riallineamento dei prezzi dell’acciaio per le armature, dei materiali bituminosi per i manti stradali, ma anche di mattoni, malte, legno, isolanti, per ricordare solo alcune delle voci principali, il nuovo prezziario regionale riconosce un aumento dal 15 al 16% della percentuale riconosciuta alle imprese per le spese generali e del 3,5% per quanto riguarda il costo della manodopera in seguito al recepimento del nuovo contratto nazionale di lavoro.

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