Sisma duemiladodici decimo anniversario - regione Emilia Romagna Chiudi il menu
Report Podcast Eventi News Gallery
Facebook Icon Instagram Icon Twitter Icon Linkedin Icon

Riaperta l’Abbazia di Nonantola

Più di due anni di lavori per un intervento da oltre 1,4 milioni: 1,16 dalla Regione e 250 mila euro dagli sms solidali.

Share Facebook Icon Twitter Icon Linkedin Icon
Abbazia di Nonantola

La Basilica Abbaziale di San Silvestro a Nonantola è stata restituita ai fedeli e alla comunità dopo il ripristino a seguito dei danni riportati a causa del sisma. Il costo complessivo dell’intervento di recupero è stato di 1,4 milioni di euro di cui 1 milione e 166 mila euro dalla struttura commissariale della Regione e 250 mila euro derivanti dalle donazioni attraverso gli sms solidali. Queste risorse si aggiungono agli oltre 80 mila euro, stanziati in due stralci tra il 2012 e il 2014, per realizzare in prima emergenza opere provvisionali, tra cui i ponteggi finalizzati all’ispezione, al controllo e al recupero delle volte affrescate nei locali interni, nonché per le misure di salvaguardia della pubblica incolumità all’esterno del plesso religioso. Nel programma delle opere pubbliche e beni culturali del Commissario alla ricostruzione sono stati inoltre stanziati 701 mila euro per realizzare il secondo stralcio di interventi che riguarderanno il museo e la cinta muraria.

L’Abbazia nei secoli
La fondazione della Basilica Abbaziale di S. Silvestro si fa risalire al 749 d.C. quando Anselmo, nobile longobardo e cognato dell’imperatore Astolfo, rinuncia al potere temporale per farsi monaco benedettino. Anselmo fonda dapprima una comunità a Fanano per poi spostarsi nel 752 d.C. a Nonantola. La chiesa assume un’importanza straordinaria nel corso dei secoli in quanto consacrata per volere imperiale al confine tra i territori della Chiesa e quelli dell’esarcato ravennate, divenendo un centro di potere non solo religioso ma anche temporale. Sopra all’ingresso principale, una lunetta, attribuita con certezza a Wiligelmo, raffigura Dio in trono in atto benedicente, affiancato da due angeli e circondato dalle tradizionali rappresentazioni iconografiche dei quattro evangelisti. Sotto alla lunetta, un’architrave con una spaccatura al centro accompagnata da un’iscrizione latina (“Le alte volte del tempio crollarono nel millecentodiciassettesimo anno dalla nascita del Redentore e quattro anni dopo si cominciò a ricostruirle”) che fa riferimento ad un violento terremoto che nel 1117 sconvolse la Pianura Padana.

Opere pubbliche e beni culturali: 1,2 miliardi stanziati per la ricostruzione
Per le chiese dell’Emilia danneggiate dal terremoto del 2012 sono stati resi disponibili 281 milioni di euro, di cui 242 milioni del Commissario e 39 milioni provenienti da cofinanziamenti. Nei mesi successivi all’evento del 2012 erano stati subito riaperti 54 edifici con interventi di messa in sicurezza da oltre 15 milioni di euro. Inoltre, erano stati realizzati, per assicurare la continuità di culto, 15 edifici provvisori con una spesa di quasi 6,3 milioni di euro.

previous slide button next slide button
Share Facebook Icon Twitter Icon Linkedin Icon
Previous post Precedente Successivo Next post

Questo sito web fa uso di cookies tecnici e di analytics di prima parte con IP anonimizzati.

Privacy policy Ok