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La fotografia testimone dell’emergenza (prima parte)

Per ricordare i giorni terribili delle scosse abbiamo scelto la fotografia, dando voce ad autori e giornalisti che hanno lavorato nel cratere emiliano. A guidarci attraverso la prima galleria di immagini è Giulia Tornari, direttrice di Contrasto, che introduce il lavoro sul campo dei fotografi della storica agenzia; testimonianze di Francesco Anselmi, Francesco Cocco, Stefano Dal Pozzolo, Alessio Mamo.

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La fotografia testimone dell’emergenza (seconda parte).

La galleria di immagini dei giorni dell’emergenza si conclude con il racconto di una foto mai scattata, conservata nella memoria di un giornalista innamorato della fotografia. È Michele Smargiassi, prestigiosa firma di Repubblica e autore del blog Fotocrazia. Nel 2012 ha trascorso le prime tre settimane dopo il sisma lavorando senza interruzione nei Comuni più colpiti.

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Civil servant (parte prima)

Le prime ore dopo la scossa del 20 maggio raccontate da Rita Nicolini, geologa, all'epoca a capo della Protezione civile di Modena, oggi direttore dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna, prima donna a ricoprire questo incarico.

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Civil servant (parte seconda)

Architetto umbro e civil servant, alle spalle una lunga e prestigiosa carriera nella Pa, Alfiero Moretti è unanimemente riconosciuto come il maggior esperto del Paese in materia di urbanistica di emergenza e ricostruzione. Non c’è terremoto in Italia che non lo abbia visto in prima fila: Friuli, Irpinia, Umbria, Abruzzo, Emilia. E di nuovo l’Italia Centrale. Ecco come racconta il suo arrivo nel cratere emiliano dieci anni fa, quando l’allora Commissario alla ricostruzione, Vasco Errani, lo chiama al suo fianco.

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Il patrimonio culturale ferito

I danni del sisma del 2012 al patrimonio storico-artistico appaiono da subito gravissimi. Le scosse attraversano chiese, teatri, palazzi, torri, castelli, rocche, opere pittoriche e scultoree, provocando ferite profonde. La soprintendente Carla di Francesco è impegnata in un sopralluogo, quando assiste in diretta al crollo della Torre dei Modenesi di Finale, divenuta il simbolo del sisma emiliano.

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Ricucire le faglie

Dieci anni dopo il terremoto dei capannoni, abbiamo chiesto al sociologo Aldo Bonomi come e perché l’Emilia ce l’ha fatta, se ce l’ha fatta. “Quando la terra trema si torna ai fondamentali, ma - avverte il direttore di Aaster - terra e territorio non sono mai sinonimi”. Il territorio è sempre costruzione sociale, tessitura di relazioni, ponti e soglie, tra le faglie sociali, rese più profonde dall’azione tellurica, e nuove forme di convivenza socioeconomica, capaci di affrontare le metamorfosi future. In primis, la crisi ecologica e la riconversione.

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La consapevolezza del territorio emiliano (parte prima)

Per i suoi studenti è una star, per noi un potente decodificatore di fenomeni complessi, capace di riportare al centro le persone, i loro nomi, la loro storia. È Margherita Russo, docente di Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Dal 2014 al 2017 ha diretto il progetto di ricerca Energie sisma Emilia, che ha indagato gli effetti economici, sociali e sanitari del sisma del 2012. In pochi minuti ci spiega qual è la chiave per leggere la ricostruzione emiliana.

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La consapevolezza del territorio emiliano (parte seconda)

Per i suoi studenti è una star, per noi un potente decodificatore di fenomeni complessi, capace di riportare al centro le persone, i loro nomi, la loro storia. È Margherita Russo, docente di Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Dal 2014 al 2017 ha diretto il progetto di ricerca Energie sisma Emilia, che ha indagato gli effetti economici, sociali e sanitari del sisma del 2012. In pochi minuti ci spiega qual è la chiave per leggere la ricostruzione emiliana.

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Un’avventura amministrativa (parte prima)

Quando il governo dichiara lo stato di emergenza per l’Emilia, sono trascorsi appena sei giorni dall’entrata in vigore del decreto che riordina la Protezione civile e ne limita il ruolo ai soccorsi dei primi 30 giorni. Malgrado il Paese abbia maturato nel tempo numerose esperienze nella gestione di grandi terremoti, non c’è ancora un quadro normativo di riferimento né tantomeno una strategia nazionale. Ha inizio così per l'Emilia un’avventura amministrativa che ha lasciato il segno non solo in chi l’ha intrapresa. La ripercorriamo in due puntate, con uno dei protagonisti: Enrico Cocchi, direttore dell’Agenzia regionale per la ricostruzione – Sisma 2012.

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Un’avventura amministrativa (parte seconda)

Quando il governo dichiara lo stato di emergenza per l’Emilia, sono trascorsi appena sei giorni dall’entrata in vigore del decreto che riordina la Protezione civile e ne limita il ruolo ai soccorsi dei primi 30 giorni. Malgrado il Paese abbia maturato nel tempo numerose esperienze nella gestione di grandi terremoti, non c’è ancora un quadro normativo di riferimento né tantomeno una strategia nazionale. Ha inizio così per l'Emilia un’avventura amministrativa che ha lasciato il segno non solo in chi l’ha intrapresa. La ripercorriamo in due puntate, con uno dei protagonisti: Enrico Cocchi, direttore dell’Agenzia regionale per la ricostruzione – Sisma 2012.

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Rialzarsi

Sfuggita a un destino da notaio per inseguire la passione per la cucina, Giovanna Guidetti è chef e titolare di un ristorante di tradizione situato nel centro storico di Finale Emilia, epicentro della prima scossa del 2012. La storia di Giovanna – raccolta anche in un libro - testimonia che ci si può rialzare molte volte nel corso di una sola vita. Talvolta anche insieme.

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Genesi di un teatro di paglia

L'energia sprigionata da un terremoto è incontrollabile nei suoi effetti. In Emilia è capitato che la grande scossa scindesse in due una storica azienda agricola, generando un piccolo teatro da 99 posti. Ora le due realtà convivono in buona armonia. È una storia vera. Ce la raccontano i protagonisti, Manuela De Meo e Pietro Traldi, attori e fondatori di Sementerie Artistiche.


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